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EUROPEI BASKET: L’ITALIA IN DIFFICOLTA’. DOPO LA SERBIA PERDE CON LA GERMANIA.
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Immagine Logo Campionati Europei BasketGli azzurri perdono 76- 62 con la Germania e ora devono vincere le prossime tre  partite con Lettonia, Francia e Israele per arrivare alla seconda fase di Vilnius in cui si qualificano le tre migliori del girone.

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Prova generosa per l’Italia, che però non riusciva a fare canestro per quasi tutto il match, in rapporto ai tiri che ha eseguito.

In tribuna qualche decina di italiani cantavano a squarciagola l’inno, avvolti nel tricolore, a pochi metri dagli azzurri e questo ha dato una grande carica agli azzurri, ma non è nella carica agonistica che l’Italia è mancata.

 

Pianigiani mischia le carte e propone un quintetto con Hackett, Belinelli, Carraretto, Gallinari e Cusin; Bauermann risponde con Hamann, Schaffartzik, Benzing, Nowitzki e Kaman.

E’ un’Italia che prova subito ad aggredire il match muovendo tanto la palla in attacco, mentre in difesa è Gallinari a difendere individualmente su Nowitzki con Cusin che deve cercare di limitare i danni contro Kaman.

E’ un Gallinari, recuperato dalla distorsione contro la Serbia, che gioca come sa giocare, che oltre a mettere la tripla dell’11-9 subisce anche due falli dai due fuoriclasse avversari.

Entra Bargnani e ci mette qualche azione a carburare (parziale 0-5) e poi l’ottimo Hackett lascia il posto a Cinciarini.

La tattica è chiara, attaccare prima di tutto e gli otto falli subiti nel primo quarto dimostra che l’Italia attacca con più continuità.

Al 10’ azzurri sono avanti di 2 punti (18-16) con quattro punti consecutivi di un positivo Mordente.

Il secondo fallo di Gallinari induce il cambio difensivo con Mancinelli su WunderDirk, ma il problema è la percentuale in attacco: l’Italia gioca bene, ma non prova mai una soluzione tipo 1 contro 1.

Ci pensa Mancinelli con due contropiedi in fila per il 22-22 al 14’.

In difesa è un’ottima Italia, che preferisce rischiare e regalare qualche canestro facile, ma cerca pressando di complicare i servizi a Nowitzki e Kaman, che dopo un avvio sprint faticano a ricevere palloni giocabili.

Il problema è che l’asso dei Mavs trasforma in punti anche i palloni impossibili e nel 36-30 tedesco al riposo ci mette 14 punti e 8 rimbalzi.

Il problema è che dalla parte dell’Italia il trio azzurro delle meraviglie segna solo 15 punti in un tempo. Si può anche studiare una tattica perfetta, ma se non si segna non si può vincere.

L’avvio di ripresa non si discosta molto da quanto visto sino quì: bastano però due triple di Hackett e Belinelli per il sorpasso sul 40-38 e quando il tiro funziona incidono poco anche qualche errore gratuito e qualche tiro libero sprecato.

Con Nowitzki in panchina con tre falli la Germania fatica in attacco, però l’asse Gallo-Mago è a 3/20 al tiro e l’occasione per allargare il margine era ghiotta.

A fine terzo periodo siamo 45-46 con WunderDirk fermo a quota 16, ma con Bargnani fuori ritmo e comunque sotto, seppure di poco, in una partita interpretata magistralmente in difesa.

Benzing è prezioso e mette punti pesanti, Bargnani ritrova un po’ il feeling col canestro anche se il tiro da 3 resta un optional (5/17).

Azzurri al massimo vantaggio sul 51-48, ma poi subito sotto e sono 23 i cambi di leadership nel punteggio al 34’.

 

Ancora Benzing sfrutta gli spazi concessi dagli aiuti su Nowitzki e se non gli si lascia spazio sa fare male col primo passo: 55-60 con 4’ da giocare e sempre poca lucidità e, soprattutto, poca mira anche su tiri ben costruiti.

Gallinari infila una tripla, Kaman risponde da 6 metri e Danilo mette anche due liberi per il 60-62 con 2’30” di speranza residua.

Kaman si porta a spasso Bargnani e lo punisce in semigancio, Gallinari sbaglia dalla media e Herber, lo sconosciuto che condannò l’Italia all’Europeo del 2007, infila la tripla del massimo vantaggio per il 67-60 a 1’ 36”.

E’ la resa: Kaman prende un altro rimbalzo sulla testa del Mago, lo trasforma e il disavanzo diventa più severo del dovuto.

Ora l’Italia non può più perdere: ogni sconfitta sarebbe il biglietto per un inglorioso ritorno in Italia.

Written by Mario Lombardi modificated by Manager_Igor Scarabel

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