Gara 6 ai Warriors! 40 anni dopo tornano sul tetto più alto della Nba!Dopo una splendida stagione regolare, Golden State riesce a coronare il suo sogno, imponendosi a Cleveland 105-97 e chiudendo la serie 4-2. I Warriors possono quindi festeggiare il loro secondo anello dopo 40 anni. Dopo un inizio timoroso delle due squadre, i Warriors riescono ad imporre il proprio gioco corale, soprattutto grazie al quintetto basso di coach Kerr. Nonostante un immenso LeBron James (32 punti, 18 rimbalzi e 9 assist), i Cavs non riescono ad arginare l'attacco ospite che tocca addirittura il più 15 nel terzo quarto. I padroni di casa provano a rientrare con le triple di J.R. Smith, ma i tiri liberi di Iguodala (nominato Mvp delle Finals) e di Curry (25 punti) mettono i titoli di coda.

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40 anni dopo, i Golden State Warriors sono campioni Nba!

Dopo una stagione a dir poco "perfetta", gli uomini di Steve Kerr (al primo anno come allenatore Nba) riescono a coronare quello che all'inizio sembrava solo un sogno, riuscendo ad imporsi anche in gara 6 in casa dei Cleveland Cavs di LeBron James per 105-97.

Anche quest'anno, come l'anno scorso per i San Antonio Spurs, ha vinto la squadra che ha dimostrato il più bel gioco, ma soprattutto un elevatissimo gioco di squadra. Ogni gara ha messo in risalto un giocatore diverso (a parte il solito Curry), partendo da un Iguodala monumentale, nominato Mvp delle Finals (lui per primo era incredulo): tutti pensavano a Stephen Curry (o tutt'al più LeBron James), ma non certo lui. Eppure, è stato il più costante di tutti nella serie, iniziando dalla difesa su LeBron e finendo col contributo (non da poco) in attacco (25 punti con 3 tiri dall'arco decisivi).

Dall'altra parte, dei Cavs tutto cuore non sono riusciti a portare la serie a gara 7.

Ennesima prestazione inenarrabile del 23, vicino ad una ormai quasi consueta tripla doppia (32 messi a referto, con 18 rimbalzi e 9 assist), anche se non è bastato.

Erano già 15 all'intervallo lungo i suoi punti e Cleveland era riuscita a tornare in partita fino al meno 2, dopo che i Warriors erano andati anche sopra la doppia cifra di vantaggio (complici le 19 palle perse contro le 9 degli ospiti).

Il quintetto piccolo di coach Kerr però paga: il campo si allarga e la difesa dei padroni di capanno riesce a tenere le tripli e i continui ribaltamenti degli ospiti, che arrivano al massimo vantaggio di 15 punti. Pensando di averla vinta (anche se poi sarà così), Golden State toglie il piede dall'acceleratore e tre triple consecutive di un J.R. Smith fino a quel momento inesistente fanno riaccendere il pubblico di casa, portando Cleveland fino al meno 4. I tiri liberi di Iguodala e di Curry (25 punti, ma soprattutto 8 assist), però, mettono i titoli di coda di questa bellissima serie.

Il 4-2 Warriors può ingannare, ma i Cavs se la sono giocata fino all'ultimo ed escono a testa altissima, avendo accarezzato sul 2-1 il sogno di potersi imporre nella serie.

Alla lunga però, la panchina è risultata determinante: quella che è mancata a coach Blatt per i vari infortunati (inutile nascondersi), invece è stato uno dei punti di forza per Golden State (grande partita per Livingstone ed Ezeli), che nei finali di partita hanno dato sempre l'impressione di maggiore freschezza (basti pensare ai 46 minuti giocati da LeBron).

Una delle più belle Finals degli ultimi tempi (gara 5 su tutte): duello James-Curry (bellissimo l'abbraccio finale), emozioni fino all'ultimo, due allenatori alla loro prima esperienza.

Sarebbe stata da brividi una gara 7, ma il campo ha decretato il giusto vincitore: l'anello del 2014-15 va ai Golden State Warriors!

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