Ad Auckland i Golden State Warriors subiscono una sonora battuta d'arresto casalinga dai sorprendenti Oklahoma City Thunder in gara 1 delle Finals NBA ad Ovest. Decisivi i rimbalzi e la difesa, bene Curry e Thompson ma non bastano a contenere lo strapotere sotto i tabelloni di Adams e la tecnica del duo Durant-Westbrook 

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Inizia la serie delle Finals NBA ed è subito sorpresa ad Ovest. Alla Oracle Arena di Auckland i Golden State Warriors di coach Steve Kerr soccombono 102-108 in casa contro i Thunder dell'Oklahoma.

Inizialmente i locali partono alla grande con gli "splash brothers" Curry-Thompson in gran spolvero, in grado di bucare la retina con continuità anche dalla lunga distanza. Bene anche Iguodala e Green, sempre costanti nel dare il loro contributo in termini di assist e palle rubate.

OKC sembra in balia dei gialloblu con Durant con le polveri bagnate e troppe palle perse a carico, per cui, all'intervallo lungo, il vantaggio a favore di quelli della Baia sale a +12.

Ma nella seconda parte della gara coach Donovan mette in riga i suoi e lo spirito combattivo di quelli dell'Oklahoma si fa sentire con Serge Ibaka e Steven Adams che si fanno sentire sotto la plance e la premiata ditta Durant-Westbrook che inizia a colpire da tutte le posizioni.

Grazie al ritorno dei frombolieri in canotta blu-arancio gli ospiti si portano a -5 nel terzo quarto, per poi effettuare il meritato sorpasso sul +2 con un dirompente Russell Westbrook.

Tutto finito? Nemmeno per idea, Golden State ritrova slancio nel quarto quarto, complice anche un Durant in fase calante che sbaglia ben 7 tiri nell'ultima frazione di gioco.

Ma OKC tiene duro e risponde colpo su colpo, ringraziando anche un clamoroso errore arbitrale nell'ultima azione, in cui i fischietti non sanzionano una clamorosa infrazione di passi di Westbrook che fa saltare sulla panchina anche un coach flemmatico come Steve Kerr.

In sintesi, OKC si porta a casa una vittoria più che meritata, nonostante gli alti e bassi nel rendimento e scopre uno Steven Adams devastante a rimbalzo, in grado di supportare adeguatamente i tiratori dalla lunga.

Steph Curry è tornato alla grande dall'infortunio che gli ha fatto saltare alcune gare dei playoff ma non è parso in grado di dare quel qualcosa in più alla squadra, come invece è stato in grado di fare per tutta la stagione.

Si riparte con gara 2 Mercoledì 18, sempre ad Auckland e, per i Warriors, non c'è già più spazio per ulteriori passi falsi.

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