NBAGara perfetta degli Oklahoma City Thunder, che, tra le mura amiche della Chesapeake Energy Arena dominano gara 3 contro i Golden State Warriors 133-105 portandosi in vantaggio per 2-1 nella serie. Durant (33) e Westbrook (30) giganteggiano da tutte le posizioni, trascinando la squadra di coach Donovan contro degli avversari spenti in attacco con le loro usuali bocche da fuoco, Curry e Thompson e nervosi, con Draymond Green che si fa sanzionare pesantemente per un calcione a Steven Adams. Possibile squalifica per lui in gara 4 e, per quelli della Baia, sarebbe un colpo davvero duro. Accademia pura il lungo garbage time per OKC che, ormai, sembra chiaro a tutti che non scherza e non vuole farsi sfuggire di mano la serie.

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A Ovest OKC ormai non nasconde più le sue ambizioni di far sua la serie sugli strafavoriti Campioni in carica di Golden State. La vittoria in gara 1 non è più da considerarsi un fuoco di paglia e lo dimostra la prova perfetta di gara 3, in casa, nella bolgia della Chesapeake Energy Arena, dove i locali strapazzano i californiani 133-105 e fanno un passo in avanti verso il titolo di Conference.

I Thunder partono subito alla grande colpendo ripetutamente da tutte le posizioni con i soliti frombolieri Durant e Westbrook, specialmente dal secondo quarto in poi, mentre Curry & Co. faticano enormemente a finalizzare delle azioni efficaci.

Faticano anche i lunghi californiani, in particolar modo Draymond Green che, addirittura, nel secondo quarto, in preda al nervosismo, rifila una pedata nel basso ventre allo sventurato Steven Adams, rimediando un pesantissimo Flagrant 1 che potrebbe pregiudicarne la presenza in gara 4.

Coach Steve Kerr capisce subito che non è serata per i suoi e prova a sparigliare le carte mandando in campo Iguodala e sfruttando di più Bogut sotto le plance. La scelta sembra arridere a quelli della Baia, che raggiungono la parità sul 40-40 a 8'37'' dal riposo ma l'entusiasmo dei gialloblu dura lo spazio di qualche minuto.

OKC ritorna subito on fire, forzando subito in attacco, ottenendo un parziale di 17-1 pesantissimo, che taglia le gambe agli avversari. I Warriors, dal canto loro, rispondono con 11 errori di fila al tiro che regalano ai locali un vantaggio più che rassicurante, all'intervallo lungo, sul 72-47.

Nel terzo quarto le cose non vanno meglio per Golden State, anzi, Durant e Westbrook spingono maggiormente sull'acceleratore mettendo anche in evidenza le doti di Waiters che vola a schiacciare in faccia a Curry e al turco Kanter che si fa valere sotto i tabelloni con 12 rimbalzi totali.

A meno di due minuti dalla fine del terzo quarto i padroni di casa arrivano fino a +41 e, a questo punto, l'ultima frazione diventa un lunghissimo garbage time in cui Kerr, con la testa già a gara 4, mette in campo le riserve, preservando i titolari per la prossima sfida, decisiva più che mai.

Chi avrebbe mai scommesso un dollaro bucato a favore degli eterni incompiuti di OKC contro i bravi ragazzi di Golden State, i campioni in carica, in grado in regular season di battere ogni record e vincere ben 73 gare?

Beh, certo, i Thunder si erano liberati con estrema facilità anche dei mostri sacri di San Antonio ma, attenzione, in molti lo avevano considerato quasi un passaggio di consegne, a Ovest, tra i grandi vecchi texani Duncan, Parker e Ginobili e i devastanti giovanotti, ma già più che esperti, Durant e Westbrook.

Beh, al di là di come andranno le cose a Ovest, OKC ha dimostrato di avere effettuato un notevole salto di qualità, dal punto di vista tecnico e motivazionale. Elementi, questi, che possono permettere alla squadra di Donovan di sopperire a qualche deficit a livello di roster e di panchina nei confronti degli avversari.

Se poi, nel quintetto base dei californiani dovesse venire meno, in gara 4, per squalifica, una pedina fondamentale come Draymond Green, allora, a questo punto, per Golden State la fatica per sbrogliare la matassa sarà ancora più pesante e, per OKC, sarà lecito sognare.

La sfida a Ovest, però, è sempre viva, la Storia della Nba ci insegna che non bisogna mai dare nulla per scontato. Il prossimo appuntamento, sarà sempre a Oklahoma City, martedì 24, non mancate.

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