images/stories/basket/competizioni/nba.jpgMiracolo Cleveland nelle finals Nba 2015-16. In Gara 7 domano Golden State in una gara mozzafiato in casa dei campioni in carica per 89-93, coronando una rimonta che li vedeva soccombere 1-3 nella serie. In questo modo conquistano per la prima volta nella loro storia il titolo Nba e diventano la prima franchigia in assoluto a vincere una serie in Gara 7 dopo essere stati sotto 3-1. Ancora una volta l'anima della squadra di coach Tyronn Lue è stato Il Prescelto, Lebron James, premiamo MVP delle Finals, con una tripla doppia stellare (27 punti, 11 rimbalzi e 11 assist) che ha trascinato i suoi alla vittoria. Bene anche Irving, J.R. Smith e Love, mentre dal lato Warriors Curry e Thompson non mordono, la panchina non aiuta e il solo Draymond Green cerca di tirare la carretta. Alla fine del match, tra le lacrime di gioia dei giocatori, sono andati in scena i festeggiamenti di una squadra che non ha mai mollato la presa in questi playoff e con una stella, Lebron, che, finalmente, è riuscito a regalare una gioia grande alla sua terra natale.

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Alla Oracle Arena di Oakland, ieri sera, sono state scritte due pagine incredibili della Storia del Basket Nba. La prima ci parla del primo titolo conquistato dai Cleveland Cavaliers, trascinati da uno straripante Lebron James, a spese dei campioni in carica dei Golden State Warriors.

La seconda, di certo la più importante, racconterà ai posteri che la franchigia dell'Ohio è riuscita nell'impresa di cui sopra partendo da un deficitario 1-3 nella serie, ribaltato con una rimonta impensabile, tutta in crescendo, vincendo in Gara 7 per 89-93.

Il tutto condito dal titolo di MVP delle Finals al solito Lebron, il terzo della sua carriera, con una nota romantica che fa molto bene allo sport, che ha fatto sì che Il Prescelto, dopo gli anelli vinti a Miami, sia tornato apposta a Cleveland per vincerne uno nella sua terra natia.

L'avvio del match, però, non è stato dei più semplici. Golden State parte forte, nei primi due quarti, con un Draymond Green scatenato che colpisce da tutte le posizioni (32 punti per lui alla fine), portando i suoi ad un vantaggio di 49-42 all'intervallo lungo, complice anche un attacco dei Cavs con le polveri bagnate.

A questo punto è Lebron a mettere il turbo ai suoi, segnando punti pesanti e servendo assist d'oro ai compagni, in particolar modo J.R. Smith (12 punti alla fine) e Kyrie Irving (26 punti per lui, denaro contante per la sua squadra). Grazie alle sue stelle Cleveland chiude il terzo quarto in vantaggio 68-61. Coach Tyronn Lue, subentrato in corsa a guidare la franchigia a Gennaio, comunica ai suoi tranquillità e concentrazione e, i risultati, si vedono.

Ma Golden State non molla e, sempre con il solito monumentale Draymond Green cerca di restare a galla nel quarto quarto, portandosi anche avanti di un punto sul 76-75. Ma i Warriors sembrano peccare di condizione fisica e psicologica, splash brothers non pervenuti, Curry ne mette 17 e Thompson 14 ma non incidono mai sull'andamento della gara.

Iguodala fa quello che può ma si prende una stoppata clamorosa da Lebron che svernicia il suo lay up sul tabellone e anche il resto dei rincalzi californiani non rispondono alla chiamata alle armi di coach Steve Kerr.

Ezeli e Barnes deludono le attese ma, grazie ad uno spunto d'orgoglio, Curry, Thompson e Green realizzano un filotto di 7 punti di fila portando il match sull'87-83 a proprio favore a poco più di 5 minuti dalla fine.

Lebron, però, non sta a guardare e risponde subito con 6 punti di fila e, dopo un canestro di Klay Thompson, la situazione punteggio cade nello stallo assoluto sull'89-89 e lì si resterà fino a 53'' dalla sirena.

Il finale è mozzafiato, Irving sblocca il punteggio dalla lunga distanza mentre Curry non è preciso nella risposta. Lebron si guadagna due tiri liberi fondamentali, sbaglia il primo e realizza il secondo fissando il tabellone sul 93-89.

A questo punto Golden State è sulle ginocchia e non ha più il tempo e la forza per reagire. Il cronometro segna zero secondi e scatta la festa di Cleveland con un Lebron in lacrime ad abbracciare compagni e avversari, con in mano il Larry O'Brien Trophy e la coppa come MVP delle Finals.

"Cleveland, questa è per te" ha esclamato Il Prescelto alzando il trofeo e questo atto d'amore del campione di Akron per la sua terra d'origine ci riporta a valori dello sport che, al giorno d'oggi, spesso vengono messi da parte in nome dello Show Business.

E Golden State? Beh, sono mancati nel momento decisivo, proprio quando era necessario fare un salto di qualità rendendo vana una regular season da record con 73 vittorie in cascina. Evidentemente la pressione psicologica a seguito della prepotente rimonta dei Cavs ha mandato in frantumi l'equilibrio interno della squadra di Steve Kerr.

Una stagione esaltante che ci ha regalato emozioni uniche, quindi, si è chiusa nel migliore dei modi. Onore a tutti i contendenti che si sono dati battaglia in questi mesi e, dopo un periodo di meritato riposo, per le squadre Nba sarà tempo di draft, per rendere i propri roster ancora più forti e competitivi.

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