images/stories/basket/giocatori/danilo-gallinari.jpgSerata amara per i colori azzurri nella Nba. i nostri portacolori nel circus del basket professionistico americano cadono entrambi nei match in programma. Belinelli e i suoi Hornets andavano a far visita ai campioni in carica di Cleveland con un Lebron James e un Channing Frye super. 100-93 il risultato per quelli dell'Ohio, dominatori assoluti nel finale. Gallinari, invece, sempre più leader dei Denver Nuggets limita i danni a Portland ma non riesce ad evitare ai suoi la quarta sconfitta di fila

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Scontro al vertice della Estearn Conference tra i super campioni di Cleveland e i sorprendenti Charlotte Hornets, autori di un inizio stagione estremamente convincente.

Alla Quicken Loans Arena, per i Cavs manca J.R. Smith, sostituito da Mike Dunleavy ma, per il resto, i detentori del titolo sfoggiano il solito roster da paura, con anche un Channing Frye in stato di grazia.

Inizia bene la partita Kevin Love mentre Lebron James subisce molto la marcatura di Kidd-Gilchrist e Kyrie Irving, dopo 5' è costretto a prendere la strada della panchina con due falli sul groppone.

Ad ogni modo Cleveland inizia a macinare gioco e triple, grazie al trio Love-Frye-Schumpert che porta il vantaggio dei padroni di casa a +10 alla fine del primo quarto. Ma Charlotte non molla e scatena le sue bocche da fuoco Kemba Walker, Marvin Williams e, per l'appunto, il nostro Marco Belinelli. Sotto le plance, invece, Roy Hibbert fa sentire i gomiti e va a dominare il pitturato.

Charlotte, in questo modo, recupera il terreno perduto e mette pure il naso avanti ma, nella seconda frazione, dopo un terzo quarto in equilibrio, Cleveland si scatena nel finale, difendendo alla morte (9 stoppate rifilate) e sguinzaglia Lebron a colpire da tutte le posizioni.

Il Prescelto chi lo ferma più? Realizza gli ultimi 10 punti finali di Cleveland che fissano il risultato sul 100-93 su cui suona la sirena. Beli ne fa 9 con 3/4 da tre e 1 pallone rubato in 21 minuti ma, contro la corazzata dell'Ohio, al momento, ci vuole ben altro.

Nel profondo Ovest, invece, al Moda Center di Portland, Il Gallo nazionale, sempre più stella dei suoi Denver Nuggets, cercava di raddrizzare la striscia negativa dei suoi su un campo estremamente difficile da espugnare.

E mai impresa fu più a portata di mano per i ragazzi del Colorado, arrivati addirittura a +17 nel secondo quarto ma, poi, come vedremo costretti a subire il ritorno di Lillard & Co.

I Blazers, infatti, tornano dal riposo mettendo in fila un parziale di 23-7 che taglia le gambe ai Nuggets, già privi di Harris, Barton e Arthur. Nel terzo periodo a +16 e nel quarto a +14 per Portland, Gallinari è l'unico a cercare di tenere in piedi la baracca lottando su tutti i palloni, portando i suoi a recuperare fino al -7 finale sul 112-105.

Alla fine della fiera l'ex Olimpia Milano ne fa 19 con 7/13 dal campo ma non trova supporto dai compagni nei momenti topici del match. A Denver è mancata, soprattutto, incisività in attacco (poche volte chiamati in lunetta) e scarsa presenza sotto i tabelloni, con i 14 rimbalzi d'attacco concessi ai padroni di casa.

Ma, soprattutto, Denver deve riflettere sulle palle regalate agli avversariBen 18 i palloni persi dai Nuggets che hanno reso felice i Blazers, contro le 7 dei padroni di casa.

Ora le sconfitta di fila sono diventare quattro, per Denver e si respira già aria di crisi, in Colorado. Riuscirà il Gallo a far sorridere nuovamente i suoi?

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