Grande Juventus a Torino, ma la prova del nove resta il Camp Nou
Grande Juventus a Torino, ma la prova del nove resta il Camp Nou

La Juventus senza personalità in Europa non esiste più. Esiste la Juventus, senza se e senza ma: soprattutto e a maggior ragione dopo il 3-0 al Barcellona. Sarà stato anche un Barça in crisi, battuto anche dal Malaga e privato nella Liga del suo miglior giocatore, Neymar, per una squalifica di 3 giornate che peserà molto a favore del Real Madrid. Ma è pur sempre il Barcellona, e non li batte mai a parole. Bisogna trovarselo favanti, per capire. E la Juventus ha capito la lezione in pochi minuti, subito gol e partita perfetta. E adesso? La Sindrome PSG? La risposta è immediata e addirittura scontata: la Juventus non è una squadra di plastica. Quella bianconera è una formazione solida, affamata, tirata a lucido con i suoi campioni, Dybala su tutti, al massimo della forma. Una Juventus così soffrirà come tutti le dimensioni del campo catalano e il tifo monumentale dei blaugrana, ma sicuramente non alle estreme conseguenze che a Parigi ben conoscono.

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Al momento del sorteggio era più forte il Barcellona, sul campo si è rivelata più forte la Juventus.

L'accoppiamento dei Quarti di finale di Champions League ha caricato e incattivito calcisticamente la Juventus, ha svuotato e reso imbolsito il Barcellona.

La partita dello Juventus Stadium non è stata rose e fiori per la Juventus, nel senso che il Barcellona ha avuto le sue occasioni, nemmeno poche, ma tutte finite fuori di un soffio e la sensazione generale è che anche quegli spunti catalani siano rientrati nella partita perfetta della squadra bianconera, una prestazione nella quale anche i tentativi avversari andavano affrontati, gestiti e smontati pezzo per pezzo.

Il primo duello di Juventus-Barcellona lo ha vinto Dybala: un tocco di fino con il contagiri e una scudisciata senza appello, due modi diversi di far male, due pezzi di un grande repertorio, sciorinati di fronte a Messi.

Leo non ha distubato il manovratore, la Pulce ha provato a dispensare calcio a beneficio dei suoi compagni di squadra, ma non ha determinato nulla allo Juventus Stadium, ha deciso tutto e solo Dybala.

L'altro duello della gara era fra Massimiliano Allegri e Luis Enrique. Si erano già incontrati nel Campionato italiano, il toscano alla guida del Milan e il catalano sulla panchina della Roma.

Durante la gara di andata dei Quarti di finale di Torino, era tanto tarantolato e senza pace Allegri, quanto imbambolato e liquido Luis Enrique. Si è avuta la sensazione che Luis Enrique si aspettasse la partita che stava vedendo, che stava subendo, e che non aveva nessuno tipo di forza, nessun tipo di energia per trasmettere ai suoi giocatori qualcosa in più, qualcosa di diverso.

Quello che adesso tutti si chiedono è: cosa accadrà al ritorno? C'è il calcio e c'è il Camp Nou. A Barcellona, appena entri nel Monumento ricolmo di folla, ti senti un puntino nell'universo pronto ad essere schiacciato.

Remuntarem: è la frase che fin dal primo mattino del giorno dopo il 3-0 dello Stadium, gira ossessivamente dalle Ramblas alla Barceloneta. 

Ma la stampa spagnola e la stampa catalana questa volta non credono ciecamente alla Remuntada. E' riuscita nel 2013 proprio contro Allegri e il suo Milan che aveva vinto 2-0 all'andata a San Siro ma che è stato poi battuto 4-0 al ritorno.

E' riuscita nella notte storica del Paris Saint Germain, quando a suon di Titic titoc...sta arrivando la Remuntada, la formazione di Unai Emery è finita nel tritacarne psicologico di uno stadio e di una folla che sa sguazzare in situazioni del genere. 

Ma la Juventus è qualcosa di diverso, quella italiana è una formazione granitica, collaudata, è una squadra matura e la riprova ne è il gol di Chiellini, segnato nella stessa settimana in cui il difensore bianconero è riuscito a conquistare una laurea universitaria quinquennale. 

I miracoli sono miracoli, per definizione non accadono tutti i giorni, sono una eccezione e non possono diventare una regola. Lo sa bene anche Gagliardini, il giocatore dell'Inter che ha fatto arrabbiare i suoi tifosi andando a Torino a vedere Juventus-Barcellona invece di preparare il derby di Milano.

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FONTI:

Per il contenuto: Champions, Juventus-Barcellona 3-0: la notte di Dybala, Messi non si vede, La Repubblica, 12 Aprile 2017

Per l'immagine: www.we.news.com

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