| TOUR DE FRANCE: 14° TAPPA VINCE VANENDERT, VOECKLER RIMANE GIALLA. |
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In teoria si dice che chi vince in questa tappa, potrà anche vincere il Tour de France. Articoli simili di sicuro tuo interesse: Questo perché la terza tappa dei Pirenei, in teoria la più spettacolare,è anche la più difficile, ed in genere, screma la classifica. In realtà così non è stato e difficilmente chi ha vinto la tappa potrà aspirare a vincere il Tour.
 Dovevano entrare in gioco i big, quelli che aspirerebbero a vincere il Tour ma così non è stato e Voeckler ringrazia e conserva la maglia gialla e può iniziare a pensare di arrivare a Parigi con la maglia gialla, anche perché non viene attaccato seriamente. Questa tappa si presenta come una delle più dure, se non la più dura in assoluto, con partenza da Saint-Gaudens e arrivo in salita con un GPM HC dopo 168,5 km di salite e discese. Oltre a un traguardo volante e al Plateau de Beille, i Gran Premi della Montagna sono altri cinque, uno di categoria 3, due di categoria 2 e due di categoria 1.
Dopo due chilometri scatta subito Chavanel uno dei più attivi durante questa tappa. Un gruppo  di una ventina di corridori lo insegue. Li seguono altri sette e il gruppo maglia gialla accusa un ritardo di oltre 4'. Sulla prima salita, Marc Cavendish accusa un po' di fatica. A 124 km al gruppo di testsi aggiungono altri corridori ed il gruppo diviene di 24 uomini e la formazione rimane invariata fino ai 94 km al traguardo. Lì, dopo il secondo GP (due su due di Delage fino a questo momento, più il primo posto al traguardo volante), scatta Sandy Casar, ma El Fares gli va dietro e presto li raggiunge anche Millar. Il gruppetto iniziale prende 8’30’’ sul gruppo maglia gialla. Dal gruppetto intermedio parte Riblon che cerca di andare a prendere i tre in fuga avanti. Li raggiunge e prende il posto di Millar che non ce la fa a stare con il gruppetto di testa e perde il contatto nel momento della salita del Col d’Agnes. Intanto il team della Leopard lavora per riprendere il gruppetto di fuggitivi che ora divengono 11. Due corridori che potevano dare di più, al contrario, faticano molto di più del previsto e a lavorare molto è sempre il gruppo della Leopard che riduce il distacco a 6’. Chavanel passa primo al Gpm; da qui ora vi sono una serie di cadute, da Ten Dam e Jens Voigt, quest’ultimo due volte. Ora c’è uno scatto dello spagnolo Izagirre che non è seguito da nessuno e la cui azione si ferma a 24 km dall’arrivo quando viene riassorbito dagli inseguitori. Ora parte Chavanel, seguito da Sanchez e da Perez. Ai piedi del Plateau, scatta da solo Perez, mentre il gruppo maglia gialla, esaurita l'azione portentosa di Cancellara, è a 1'55". Perez viene poi ripreso dopo 2 km di salita e parte Casar, seguito da Riblon e Zandio. Ora iniziano le solite schermaglie per preparare lo sprint finale. Â
Casar si stacca dal trio iniziale e dal gruppo dietro parte Vanendert per inseguire i primi; lo seguono Voeckler che rimane sempre maglia gialla, Contador, Basso Evans, i fratelli Schleck. Ma Vanendert allunga da solo, supera Casar. A 3 km parte Sanchez per andare a prendere Vanendert. Basso è il solo che cerca di fare l’andatura, mentre l’altro italiano, Cunego, crolla. Vanendert vince la tappa, dopo 21’’ giunge Sanchez, terzo è Andy Schleck che vince una specie di minisprint, poi gli altri tra cui Vockler e Basso (11°) e Cunego (12°). La classifica non varia, Basso è il primo degli italiani ed è 5° Cavendish è fuori dai giochi in quanto arriva von un ritardo di 27’. Written by Mario Lombardi modificated by Manager_Igor Scarabel
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