Justin Wilson, 37 anni, esperto pilota di IndyCar, non ce l'ha fatta. Questa notte è deceduto dopo essere stato in coma in seguito all'incidente avvenuto sul circuito di Pocono, in Pennsylvania. Un'altra immensa tragedia che colpisce il mondo dei motori, a distanza di poco più di un mese dall'addio a Jules Bianchi.

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Gli amici e i colleghi del Motorsport lo ricordano sui social network come un grande uomo, un padre affettuoso, un amico sempre disponibile, un bravissimo pilota.

Il suo sorriso contagioso rimarrà impresso nel cuore di tutti gli amanti di questo sport, a volte troppo beffardo e crudele.

La sfortuna ha voluto che un pezzo della vettura incidentata di Sage Karam, finito a muro qualche centinaia di metri prima, finisse sul casco di Justin Wilson, colpendo l'unica, e vitale, parte del corpo che l'abitacolo lascia scoperto.

Le condizioni sono apparse fin da subito gravi; il pilota britannico è andato a sbattere contro le protezioni della pista già privo di conoscenza dopo l'impatto con i detriti.

È stato immediatamente trasportato al vicino ospedale di Allentown, il cui bollettino medico riferiva di coma e condizioni critiche del pilota.

Tutti i piloti e il mondo dei motori si è stretto intorno al pilota e alla sua famiglia, inviando messaggi di speranza e preghiere, sperando in un miracolo che purtroppo non è arrivato.

Justin Wilson si è arreso nella notte, lasciando un profondo vuoto nel mondo dei motori, ancora scosso dalla recente perdita di Jules Bianchi.

Ancora una volta, la causa del decesso è da attribuire alle gravi lesioni riportate al capo, la parte più delicata e vulnerabile in questo sport.

I caschi, soprattutto dopo l'incidente occorso a Massa nel 2009, abbastanza simile nella dinamica a quello di Wilson, sono diventati ancor più resistenti e fondamentali, ma, come dimostra anche l'incidente di Bianchi, non sono ancora totalmente protettivi.

Contro la sfortuna, è chiaro, nessuno protezione può fare molto; è già da qualche anno, però, che si discute sulla possibilità di chiudere le monoposto.

Sono già apparsi in rete alcuni progetti di vetture di Formula 1 con un lunotto che copre la parte superiore dell'abitacolo senza snaturare e stravolgere la figura della monoposto simbolo di velocità.

La domanda sorge spontanea: perché nessuno ha preso ancora seriamente in mano queste proposte? Quali strani giochi di potere impediscono la realizzazione di questi progetti?

Quando ci sono in ballo le vite di persone, di ragazzi che mettono in gioco la propria vita pur di realizzare il proprio sogno, bisogna accantonare i propri interessi e pensare al valore della vita.

Justin Wilson, considerato da tutti un uomo eccezionale e un esempio da seguire, sia in pista sia lontano dai circuiti, lascia una moglie e due figlie, ma soprattutto un grande vuoto negli appassionati di motori.

La speranza, per l'ennesima volta dopo una morte assurda, è che questo sia l'ultimo episodio.

Ci siamo stancati di versare lacrime per campioni che se ne vanno troppo presto; vogliamo emozionarci per le grandi imprese sportive che questi campioni sanno scolpire nel nostro cuore. 

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