Scandalo Russia: Quando il doping è di StatoL'ultimo 'caso in Russia' ha provocato grande scalpore nel mondo dell'atletica leggera e dello sport. Dopo 'la documentazione della Wada', l'Agenzia Anti-Doping Internazionale, in cui si è accertato 'il fallimento del sistema' tale da impedire un 'programma antidoping insufficiente', è arrivata puntuale la decisione di 'sospendere la federazione di atletica leggera russa' e con essa i propri atleti, a tempo indeterminato. La decisione si è concretizzata tramite una commissione indipendente alla Wada e terminata con 22 voti favorevoli ed uno contrario alla sospensione. Tutto ciò ha portato all'esclusione di ogni atleta russo alle prossime manifestazioni internazionali, comprese le 'Olimpiadi di Rio 2016', evento clou dell'intero quadriennio, nella disciplina più ricca di medaglie dell'intera manifestazione. a cinque cerchi. Duro il commento del presidente della 'Iaaf', il principale organismo mondiale di atletica, il quale ha ribadito come la sospensione fosse l'unico atto possibile e di come abbia fallito non solo il sistema russo ma l'intero movimento di atletica.

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Quest'ultimo caso può definirsi una sorta di doping di Stato, altri sono stati i precedenti sportivi.

Il primo di essi avvenne proprio nella capitale russa, all'epoca però c'era ancora l'URSS, ed a Mosca, nel 1972, nell'Istituto di cultura fisica, venne scoperto un sistema di come gli atleti russi, in quell'ultimo biennio, gli venivano somministrate, senza il loro consenso tra l'altro, sostanze anabolizzanti in grado di farli aumentare bicipiti e peso ma al tempo stesso diminuire massa grassa.

Dall'altra parte gli atleti accusavano problemi d'impotenza e ritardo dello sviluppo e l'assunzione di tale sostanze creava in loro una forte dipendenza da questi farmaci.

Diversi casi furono segnalati ma una volta venuti a conoscenza di questi studi si diede l'obbligo ai diretti interessati di fare silenzio e tenero nascosto il segreto.

Il caso però più conosciuto riguarda un altro Paese non più esistente, vale a dire la DDR, la vecchia Germania Est, popolata da circa 17 mln di persone, nonostante una popolazione contenuta, si affermò tra gli anni '60 e '80 come una delle potenze sportive mondiali più forti, conquistando circa 540 podi olimpici tra quelli invernali ed estivi, e 160 medaglie d'oro.

Alla base di questi risultati sorprendenti esisteva un piano diabolico, organizzato dalla mente perfida di Manfred Ewald, nel quale alla base di ogni prestazione sportiva vi era il ricorso sistematico al doping.

La scoperta avvenne solamente nel 1994, quando la DDR si era unificata alla Germania Ovest, da  breve tempo ormai venivano recuperati i vecchi documenti della Stasi, dai quali uscì la sconvolgente notizia di oltre 10 mila atleti coinvolti in questo orrido sistema.

Persino nelle scuole come quelle di Lipsia e Dresda s'impartiva a minorenni lezioni di come assumere sostanze illecite, anche nelle agenzie antidoping del Paese venivano coinvolte, assumendo un atteggiamento diametralmente opposto a quello che era il loro compito, anziché combattere il doping, esse lo occultavano.

La scoperta, portò diversi atleti delle varie discipline, i quali negli anni ebbero diversi problemi di salute, a denunciare tutto ciò che avevano subito, una di essi, la pesista Kruger, fu costretta a cambiare sesso per via delle trasformazioni che aveva subìto il proprio corpo.

Negli anni '90 a scuotere l'opinione pubblica fu il caso della Cina e della sua squadra di nuoto, mai sino ad allora competitiva nelle gare in vasca.

Fino a quando nel 1994, ai Mondiali di nuoto di Roma, sorpresero e dominarono nelle gare femminili, conquistando ben 12 delle 16 gare disputate, più di quanto ottenuto nelle edizioni precedenti.

Questi risultati, portarono a molti sospetti, confermati quando nell'autunno di quell'anno, ai Giochi Asiatici, 3 delle campionesse mondiali risultarono positive ai controlli antidoping, squalificate ma  a loro non  tolsero le medaglie mondiali.

Negli anni seguenti molti nuotatori cinesi saltarono i controlli, altri sparirono nell'anonimato e alle Olimpiadi di Atlanta nel '96 conquistarono una sola medaglia d'oro nelle gare in vasca, nonostante fossero trascorsi solo 2 anni dall'exploit del mondiale romano.

Più recente è il caso che coinvolse gli U.S.A, quando nel 2003, l'U.S.A.D.A, la principale Agenzia antidoping statunitense, scoprì attraverso una dettagliata indagine una serie di sostanze invisibili ai controlli e somministrati dal laboratorio BALCO, da cui verrà poi il nome dello scandalo omonimo, situato nei pressi di San Francisco, tra le sostanze a spiccare è il THG, steroide anabolizzante sintetico.

Diversi i campioni statunitensi coinvolti a partire dalla pluricampionessa mondiale ed olimpica Marion Jones ed al suo allora fidanzato Tim Montgomery, campione olimpico dei 100 mt. ad Atene 2004,  ad entrambi gli sprinter vennero tolte prestazioni e medaglie conquistate sino ad allora.

Vennero coinvolti nello scandalo la mezzofondista Jacobs, lo sprinter britannico Chambers ed alcuni campioni di baseball.

Fino ad arrivare all'ultimo caso riguardante l'atletica russa, la cui sospensione sta ponendo serie riflessioni su quanto sta accadendo nel mondo dello sport.

Da precisare che la Iaaf ha anche disposto di modificare le sedi in cui la Russia organizzava eventi internazionali di atletica leggera e precisato in una nota che gli atleti russi potranno comunque partecipare ad eventi nazionali e dovranno sottoporsi a controlli antidoping internazionali. 

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