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Peccato, ma l’Italia Volley maschile è battuta in finale dalla Serbia che diviene campione d’Europa.

L’Italia resiste bene un tempo, il primo tempo che vincono anche alla grande.

E’ un’Italia perfetta nel primo set e questo ha illuso tutta l’Italia che potevamo avvicinarci a quel titolo che ci manca da un po’ di tempo.

 

La Serbia è tradizionalmente dura a morire, e non è morta dopo il primo set anche perché il palasport si è trasformato in una sorta di torcida della Stella Rossa.

L’Italia si presenta subito con i suoi punti forti, con le schiacciate di Lasko, i muri di Mastrangelo, gli ace di Zaytsev.

Un autentico show che culminava con il muro di Savani su Miljkovic, quasi uno spot su come sarebbe potuto proseguire il match dopo il 25-17, frutto del dominio azzurro.

Invece si mette in moto la Serbia che sembra un diesel, ma si trasforma in un turbodiesel ed esce fuori.

Mette in mostra la sua fisicità sotto rete formando un muro granitico anche senza il loro pezzo migliore Nikola Grbic.

Così il secondo set è a favore della Serbia con il punteggio di 25-20.

Il terzo parziale parte male ma gli azzurri rimontano da 8-13 a 18-17 per mezzo di un parziale di 10-4 per gli azzurri.

Proprio Parodi, però, subisce il muro di Kovacevic (20-22), Savani rimette le cose a posto (23-23) ma è un nastro a condannare i nostri per il 25-23 con cui la Serbia si porta sul 2-1.

L'incontro però resta aperto.

L'Italia si spinge sull'11-7, poi sul 17-14 ma, ogni volta che ha l'opportunità di allungare, subisce la rimonta serba, costruita su battuta e ricezione, le sue armi letali.

Un ace di Lasko (21-21) fa da prologo al final: Parodi sbaglia ma anche Miljkovic, che regala agli azzurri il set-ball sul 24-23.

Ma nulla di fatto, perché sul ribaltamento di fronte, alla prima occasione, la Serbia si porta a casa il quarto set ai vantaggi (26-24) con una battuta di Terzic su Parodi.

L'Italia perde ma può consolarsi con un argento pesante e la possibilità, tramite la World Cup, di conquistare un pass per le Olimpiadi di Londra.

Fa male, però, vedere saltare di gioia capitan Miljkovic o assistere agli slanci d'entusiasmo di Podrascanin, gente che si è fatta un nome in Italia.

E fa male d’altra parte, vedere abbattuti campioni come Mastrangelo, un 'muratore' come pochi al mondo, o un campione come  Zaystev.

E anche un generoso come Simone Parodi, costretto ad un recupero lampo dall'infortunio pur di esserci e, nell'occasione, apparso il punto debole d'Italia che, con quella partenza a razzo, aveva illuso.

 

Così il sogno di ritornare sul trono europeo a sei anni da Roma 2005 e di ripetere il trionfo di Vienna 1999 si spegne con una battuta dello schiacciatore di riserva della Serbia, che a dieci anni da Ostrava 2001 (ma lì era ancora Jugoslavia), conclude con un oro, ed un 3-1 in finale, il suo cammino nel torneo continentale.

Un finale amaro per gli azzurri che, dopo aver liquidato ieri in semifinale la Polonia dell'ex ct Anastasi, sentivano dalla loro il pronostico per 'fame' e riserve d'energia, visto che i serbi, per approdare all'atto finale, avevano dovuto piegare la Russia al tie-break (e con un punto contestatissimo).

La Polonia di Anastasi ha conquistato la medaglia di bronzo agli Europei di volley.

I campioni uscenti, sconfitti ieri nettamente in semifinale dall'Italia, si sono imposti nella finale per il terzo posto sulla Russia per 3-1 (25-23, 18-25, 25-21).

Written by Mario Lombardi modificated by Manager_Igor Scarabel

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