images/stories/articles.jpgTorna il circus della NFL, lo sport professionistico americano più ricco e seguito al mondo. Terribilmente duro nella sua fisicità ma in grado di regalare spettacolo come pochi. La stagione si è aperta, quest'anno, con molte novità in campo ma senza alcuni grandi protagonisti del recente passato. Il principe dei quarterback Peyton Manning, due Super Bowl vinti, uno con Indianapolis e l'altro, l'anno scorso, con Denver, ha appeso il casco al chiodo alle soglie delle 40 primavere. Ma, nonostante tutto, i suoi Broncos, col nuovo qb Trevor Seimian battono i Carolina Panthers nel sequel dell'ultimo Super Bowl.

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A Denver, nell'anticipo, della prima giornata della nuova stagione NFL, è andata in scena la passerella d'addio di una leggenda dello sport a stelle e strisce all'attività agonistica. Alle soglie dei 40 anni, infatti, lo storico quarterback locale, Peyton Manning, dopo una carriera fantastica che lo ha portato per due volte a sollevare il Super Bowl, ha dismesso casco e protezioni e andrà a godersi il meritato riposo (dorato) del guerriero.

Sul campo, invece, ci si giocava una partita non come tutte le altre, vale a dire la rivincita dell'ultima finale tra i Broncos locali e i Carolina Panthers con, al posto di Manning, un giovanotto di belle speranze, Trevor Siemian, scelto personalmente dall'allenatore degli arancioni del Colorado, Gary Kubiak.

Il ragazzo ha dei numeri, non c'è dubbio, anche se, sin dall'inizio sente molto la pressione su di sé ma, d'altronde non poteva essere altrimenti. Ad ogni modo, nonostante i due intercetti subiti e qualche sbavatura qua e là, l'erede di Manning sembra riuscire a tenere le redini della squadra che, con una rimonta di 10 punti e grazie a un calcio sbagliato degli avversari, porta a casa il successo per 21-20.

Da notare la mancata partecipazione al canto dell'inno americano da parte del wide receiver dei Broncos, Brandon Marshall, il quale, sulla scia della protesta del qb dei 49ers Colin Kaepernick contro le uccisioni degli afroamericani da parte della polizia, si è inginocchiato per tutta l'esecuzione dell'inno.

Sugli altri campi, gli altri pretendenti al titolo, di certo, non sono rimasti a guardare. I New England Patriots, seppur privi di pezzi da 90 come il qb titolare Tom Brady, squalificato e il tight end Rob Gronkowski, piazzano una prestazione maiuscola in casa degli Arizona Cardinals, grazie, soprattutto al qb di riserva Jimmy Garoppolo, in grado di lanciare per 264 yards senza intercetti, distribuendo palloni invitanti a tutti i suoi ricevitori. 21-23 il punteggio finale per i Patriots, nulla da fare per quelli del deserto, nonostante Jones e Fitzgerald superlativi.

Tra New Orleans e Oakland, invece, difese non pervenute tra i duellanti in campo, i Saints e i Raiders, con il qb di quelli della Louisiana, Drew Brees ad incantare il pubblico ma senza una squadra alla sua altezza, attorno a sé e la follia dei californiani che decidono la conversione da 2 punti a 47" dalla fine e sotto di uno. Morale della favola, touch down Oakland e, subito dopo, field goal di New Orleans largo. Spettacolo puro, 34-35 il risultato finale per quelli della baia.

Altro nuovo qb davvero interessante è il giovane regista dei Philadelphia Eagles, Carson Wentz, che, al suo esordio contro Cleveland, mette sul piatto personalità da vendere, lanciando per 270 yards senza intercetti, inanellando due TD facendo a fette la difesa dei Browns. 29-10 e tutti a casa. Quelli dell'Ohio non saranno un granchè ma tenete ben d'occhio questo ragazzo, ha numeri da campione.

Bene anche i Giants di New York sui Dallas Cowboys e i Cincinnati Bengals sugli altri della Grande Mela, i Jets, battuti 22-23 in una gara al cardiopalma tra due squadre di primissimo livello, già candidate ai playoffs.

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