Draft NBA 2016: la scommessa Brandon Ingram. Il nuovo Kevin Durant?Oggi trattiamo della seconda parte dell'articolo sul draft di Brooklyn. Se nella prima parte abbiamo fatto un excursus su Ben Simmons, oggi è la volta del suo diretto sfidante per la possibile prima chiamata: Brandon Ingram. L'ala di Duke è stata protagonista di una crescita esponenziale partita dopo partita ed è, probabilmente, la scommessa più bella del draft di quest'anno che si terrà il 23 giugno.

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La Duke University è sempre stata fucina di grandi talenti e gli ultimi anni ne sono una dimostrazione: dal neo campione NBA Kyrie Irving passando per J.J. Redick, Jabari Parker, Jahlil Okafor e Justise Winslow. Ma i bei nomi non finiscono e anche quest'anno la Duke può sentirsi ben rappresentata dal diciottenne Brandon Ingram.

Il ragazzo nasce a Kinston, North Carolina, il 2 settembre del 1997 (un anno più piccolo di Simmons). 

Il talento è ben visibile già alla High School dove guida il liceo della sua città a laurearsi quattro volte consecutive campione statale.

Al college è una continua crescita partita dopo partita e termina il suo unico anno con 17.3 punti, 6.8 rimbalzi e 1.4 stoppate per partita. Sceglie anche lui la strada del "one and done" e, finita la sua breve avventura collegiale, si dichiara eleggibile per il draft.

Caratteristiche tecniche. Le peculiarità principali di Ingram sono senza dubbio il fisico, esile e lungo (2,06 metri per 88 chili), ma soprattutto l'apertura alare che raggiunge i 220 cm. Le braccia lunghe e magre gli permettono di tirare sulla testa di chiunque e di raggiungere altezze spaventose. Dal punto di vista offensivo presenta un gran numero di soluzioni: dal tiro da tre alle penetrazioni a canestro dove ha fatto vedere anche buone capacità di trattare la palla.

Da qui il paragone, forze azzardato, con Kevin Durant. In effetti, il repertorio offensivo è qualcosa di simile a quello del 35 di Oklahoma e la determinazione di migliorarsi, il nativo di Kinston, l'ha mostrata tutta.

Le lunghe leve gli permettono anche di essere un ottimo difensore sia nel rubare la palla che nei rimbalzi.

I suoi limiti nascono principalmente dai pochi muscoli e dalla statura esile. Al college ha dimostrato una certa difficoltà con avversari che giocavano di fisico e quindi l'impatto con la lega dei grandi potrebbe essere davvero duro.

Ingram è senza dubbio un giocatore che farebbe comodo a tutte le franchigie, soprattutto in una NBA dove sempre di più contano la velocità e il tiro del perimetro (quest'ultimo completamente assente in Simmons). Ma, come abbiamo detto ad inizio articolo, si tratta di una scommessa; una scommessa sul futuro. Su Ingram si dovrà lavorare, in particolare sul fisico, per i primi due o tre anni e farlo entrare, in seguito, un po' alla volta nel giro dei grandi.

Simmons invece è un giocatore già pronto per la lega. Chi lo sceglierà potrà subito affidargli un ruolo importante, da uomo franchigia su cui costruire la squadra. Inoltre si ha l'impressione di trovarsi difronte ad un talento che dominerà gli anni a venire di questo sport.

Con entrambi si ha la sensazione di non sbagliare, ma la chiamata numero uno andrà a Simmons.

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