images/stories/basket/competizioni/nba.jpgContinuando nell'analisi dei movimenti di mercato delle franchigie Nba della West Conference, in prospettiva 2016-17, andiamo, oggi, a dare i nostri voti alle altre compagini che non avevamo ancora preso in esame nel nostro precedente articolo. Per quanto riguarda San Antonio, pende sui texani un grosso punto di domanda, a seguito del ritiro di Tim Duncan e l'addio di David West. Dallas, dal canto suo, dopo i grandi propositi iniziali ha dovuto ridimensionare i suoi obbiettivi. Bene Utah e, in prospettiva, anche Denver, male Phoenix e New Orleans.

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La West Conference del 2016-17, non abbiamo dubbi, avrà un'unica grande protagonista, come abbiamo già detto, vale a dire Golden State. Le loro mosse sul mercato sono state, a dir poco, perfette e, se perderanno il titolo, con un Durant in più nel roster sarà solamente per demerito loro.

Le rimanenti squadre da analizzare, ad Ovest, non sembrano, davvero in grado, di impensierire i Dubs anche perché, alcune di esse, stanno attraversando un delicato momento di passaggio.

La prima, tra queste, è certamente, San Antonio. I texani hanno dovuto subire la perdita per ritiro, del loro giocatore simbolo da 17 anni, Tim Duncan, nonché di David West, approdato proprio nella Baia, Boris Diaw accasatosi a Utah e Majianovic che ha preso la strada di Detroit.

Nel reparto lunghi sonno arrivati Dedmon e Gasol, elementi di sicuro affidamento ma la cui intesa con LaMarcus Aldridge è tutta da inventare. Murray è un buon investimento per il futuro ma, è chiaro che il grosso della responsabilità ricadrà sui vecchietti Parker e Ginobili con l'appoggio di Kawhi Leonard. Rimandati a Ottobre. 

Restando in Texas, i Dallas Mavericks e il loro presidente Mark Cuban avevano promesso fuoco e fiamme in fase di acquisizione, un po' come l'anno scorso nell'affaire DeAndre Jordan ma, alla fine dei conti, si sono dovuti ridimensionare, e di parecchio. partiti Parsons e Pachulia, gli arrivi di Bogut e Barnes non convincono, in prospettiva di un salto di qualità.

Il primo, infortunatosi nei playoff è un punto di domanda dal punto di vista fisico e di rendimento, il secondo, strapagato, è un ottimo rincalzo ma non può rappresentare un elemento di svolta se si vuole puntare in alto. Seth Curry e Acy possono far comodo ma le aspettative erano altre, vedi Conley e Whiteside da affiancare al sempiterno Nowitzky. Bocciati con riserva.

Spostandoci in Louisiana, i New Orleans Pelicans segnalano le perdite pesanti di Ryan Anderson ed Eric Gordon, direzione Houston. Certo, non si tratta di due elementi sconosciuti alle infermerie ma notevoli dal punto di vista tecnico. In salute potevano far comodo accanto alla stella Anthony Davis ma dal draft è arrivato un ottimo tiratore come Hield. Buoni giocatori, ma nulla più, come Galloway e Moore a fare movimento e un Solomon Hill, pagato forse eccessivamente. Voto 5, troppo poco per i playoff.

Male anche Phoenix. Sotto il sole dell'Arizona abbiamo assistito alla partenza di Leuer e Teletovic e all'arrivo di Barbosa e Dudley. Dai draft sono arrivate due discrete promesse come Bender e Chriss ma da qui a sperare nella post season ce ne corre. Bocciati senza appello.

Sufficienza tirata un 18 politico, potremmo dire, invece, per i Denver Nuggets del nostro Danilo Gallinari. Murray e Beasley rappresentano un vivaio interessante e anche gli altri giovani nel roster daranno il loro contributo ma per i playoff sarà dura. Contattato pure Durant ma il fenomeno ex OKC ha ringraziato e tanti saluti.

Bene, invece, Utah, che è riuscita a mantenere saldo il suo zoccolo duro e a portare a Salt Lake City veterani come Boris Diaw, George Hill e Joe Johnson. Sulla carta, senza dubbio, un posto ai playoff è assicurato, ma, forse, anche qualcosa di più. Di certo saranno un avversario ostico per tutti, staremo a vedere.

A questo punto il quadro d'insieme delle squadre Nba della prossima stagione è completo. Abbiamo cercato di darvi una visione quanto più esauriente possibile della forze in campo e sui protagonisti che vedremo sui parquet a partire da Ottobre.

Ora, non ci resta che attendere i responsi del campo. Fateci sapere le vostre opinioni a riguardo.

 

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