Lazio alla Sinagoga, il  gesto riparatore non ha funzionato
Lazio alla Sinagoga, il gesto riparatore non ha funzionato. 

Il calcio italiano ne sta uscendo piuttosto male. I pasticci e le brutte figure non abitano solo nelle curve. Premesso che la Curva Nord della Lazio ha deciso di disertare la trasferta di Bologna, va ricordato, a chi non ha memoria, che la figura di Anna Frank riguarda l'umanità. I suoi valori e la sua storia. Se Sinisa Mihajlovic, allenatore del Torino, dichiara di non conoscere Anna Frank, andiamo molto male. E se il presidente della Lazio, Claudio Lotito, va alla Sinagoga di Roma con i fiori come gesto riparatore, ma soprattutto con lo spirito di chi va ad una recita, ad una sceneggiata della quale non è convinto, alla fine non si ripara proprio nulla. E infatti sembra che i fiori del Club laziale siano finiti nel Tevere...

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Tutto è cominciato in Lazio-Cagliari, con gli Irriducibili laziali entrati comunque allo stadio Olimpico nonostante il divieto per i cori razzisti di Lazio-Sassuolo.

E già qui, nonostante il Club laziale avesse dato alla sua scelta il profilo di una campagna contro il razzismo, non si era partiti benissimo. 

Poi i santini di Anna Frank con la maglia giallorossa e lo sdegno generale.

La Lazio aveva deciso di smarcarsi dalla curva di estrema destra che la sostiene e aveva voluto recarsi in Sinagoga, in una sorta di pellegrinaggio riparatore, a Roma.

Ma nelle ore successive è spuntato, impietoso per se stesso, l'audio del presidente Lotito: "Famo sta sceneggiata!".

La voce è proprio quella del presidente della Lazio che ieri mattina ha deposto tre corone di fiori al Tempio Maggiore e davanti alle telecamere ha condannato le immagini antisemite su Anna Frank comparse domenica allo stadio Olimpico.

Peccato però che proprio lunedì sera, stando a Il Messaggero in edicola oggi, a bordo dell'aereo che lo ha portato da Milano a Roma, sia stato ascoltato da diversi passeggeri mentre si lasciava andare ad altre considerazioni.

"Il rabbino sta a New York. Er vice-rabbino ci sarà?", chiedeva il patron biancoceleste ai collaboratori, e ancora: "Non valgono un ca.... questi. Hai capito come stamo? Famo 'sta sceneggiata".

Forse è anche per questo che è sparita, dall’ingresso della Sinagoga di Roma, la corona di fiori bianchi e azzurri deposta ieri dallo presidente della Lazio, Claudio Lotito, in segno di scusa.

A far sparire la corona, potrebbero essere stati alcuni ragazzi della Comunità ebraica.

Lo si dedurrebbe dal biglietto sconclusionato ("Hai fratelli ebrei", il messaggio) lasciato da un "Claudio" tifoso biancoceleste sulla corona del presidente: il fiorista che ha preparato l’omaggio floreale avrebbe raccontato di aver ricevuto il biglietto da un tassista di passaggio.

La polemica non si placa, il calcio italiano non si rivela all'altezza di una gestione umana e spirituale di un caso così grande come quello dell'esplosione dell'antisemitismo attorno alla figura di Anna Frank.

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FONTI:

Per il contenuto: Lotito verso la Sinagoga: 'Famo 'sta sceneggiata!' Ultrà Lazio: 'Niente Bologna'. I fiori nel Tevere..., calciomercato.com, 25 Ottobre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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