Thohir e il suo futuro presidenziale interista
Thohir e il suo futuro presidenziale interista. 

Un altro avversario per l'Inter e il calciomercato dei sogni di Luciano Spalletti, quel calciomercato fatto in estate all'insegna della cautela e della prudenza, anche se poi la squadra sul campo ha funzionato. Non solo il Financial Fair Play con i suoi paletti, non solo l'andamento lento dell'approccio della proprietà cinese con le questioni dei nuovi acquisti, ma anche il presidente. Proprio così. Thohir ha chiesto 200 milioni, per lasciare la propria quota azionaria in mano all'attuale proprietà. Intanto il direttore tecnico Walter Sabatini ha incontrato i vertici di Suning. La proprietà non si è ancora espressa pubblicamente sul mercato, ma è confermato che iniezioni di denaro a gennaio non ce ne saranno.

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I motivi che spingono Suning a frenare sul calciomercato Inter non sono solo legati ai costi sempre più alti di qualsiasi operazione in entrata.

C’è infatti anche Erick Thohir che, seppur con un ruolo sempre più marginale, resta presidente dell’Inter, ma all'insegna di rapporti non di totale armonia.

cinesi avrebbero voluto rilevare la sua quota per 40 milioni, ma lui ha declinato e ne chiede quasi 200 di milioni di euro.

Che Suning sia un colosso è risaputo, ma anche Suning deve fare i conti con i  paletti del governo cinese che impediscono di far uscire con facilità capitali dallo sterminato Paese asiatico.

Anche per questo è stato piazzato un bond (il tasso al 4,8% è la prova che i mercati si fidano) da 300 milioni, per chiudere un debito dagli alti interessi e assicurare liquidità al club.

Con questo scenario, legato anche al fatto che Standard & Poor's ha attribuito al bond un rating BB-, diventa difficile fare grandi investimenti sul mercato.

Luciano Spalletti ha già mandato, dopo la sconfitta nerazzurra contro l'Udinese, qualche avviso ai naviganti, ovvero: quest'estate si sono fatti tanti nomi e poi non è arrivato nessuno, se a gennaio si fanno dei nomi poi facciamoli arrivare, altrimenti meglio non farne...

L’autofinanziamento è l'ipotesi che si fa maggiormente strada al momento, ma l’Inter non dispone di un grandissimo numero di pedine di scambio a disposizione.

I nomi son sempre quelli, Joao Mario e Brozovic, in effetti potrebbero tornare utili in questo senso, ma non hanno particolari richieste.

Suning dunque non è nella condizione di poter essere generoso e ad oggi non può fare altro che trincerarsi dietro il rispetto del fair play finanziario e le linee guida del governo.

Il patron Jindong Zhang è uomo vicino ai vertici politici, tanto che è stato nuiovamente nominato vice presidente della Federazione cinese per il commercio e l’industria, e proprio per questo non può quindi discostarsi da quanto imposto da Pechino.

Resta quella grana dei 200 milioni per liberare Thohir, che potrebbero sbarrare ulteriormente la strada al sogno, ovvero Henrikh Mkhitaryan del Manchester United, visto che Luciano Spalletti vuole un giocatore di classe e movimento sulla trequarti, senza dimenticare anche i nomi di Javier Pastore e Simone Verdi.

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FONTI:

Per il contenuto: Inter, Thohir ha chiesto 200 milioni di euro per uscire dal club, calcioefinanza.it, 18 Dicembre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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