La prima gara europea della MotoGP ha visto come teatro di battaglia la tanto bella JEREZ, apprezzata in egual modo da piloti e tifosi di tutto il mondo, vince un fantastico Valentino Rossi che domina per tutto il week-end e regola un Jorge Lorenzo in difficoltà con le gomme e un Marc MARQUEZ ancora leader del campionato. Da rivedere le due Ducati di Gigi Dall'Igna, crescita costante invece per Aprilia e Suzuki.

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Il motomondiale sbarca finalmente in Europa, e lo fa su una pista affascinante come quella di Jerez, soprannominata non a caso, la "cattedral", in contrapposizione "all'università" della moto, nota come Assen.

Tanti i temi di spunto di questo gran premio, a cominciare ovviamente dal tanto inaspettato dominio di Valentino Rossi, dominio che questa volta è iniziato sin dalle libere, per poi proseguire con una mirabolante qualifica strappata ai suoi più quotati rivali spagnoli, per poi concludersi nel migliore dei modi, ovvero con la vittoria del gran premio davanti ai migliaia tifosi spagnoli, che hanno (non a sorpresa) dimostrato come il pilota più amato sia ancora lui.

A lasciar di stucco addetti ai lavori e non, però, è stato il modo quasi "lorenziano" di questa vittoria, il dottore infatti, complice un lavoro perfetto ai box indirizzato soprattutto verso un set-up che preservasse la durata delle gomme e sulla gestione dell'elettronica in relazione al degrado della gomma posteriore nella seconda parte di gara, è riuscito ad imprimere fin dalla prima curva un ritmo inarrivabile per gli altri.

La 113esima vittoria di Rossi è stata la prova che nel box 46 si sta lavorando ancora bene al netto delle difficoltà iniziali, e che sopratutto, Valentino digerisce meglio di altri piloti le nuove gomme francesi, nonché la nuova elettronica (meno evoluta); nonostante il tanto discusso finale di stagione 2015, Rossi è ancor più competitivo dell'anno passato, a 37 continua ad avere chance per la vittoria iridata, e questo è solo delle leggende.

Per un Valentino Rossi che torna al successo, troviamo nell'alto lato del box un deluso e rammaricato Jorge Lorenzo, fresco di passaggio in Ducati; lo spagnolo, dato per favorito alla vigilia e vincitore della passata edizione, non ha avuto il passo del compagno di squadra, complice anche problemi di "Spin" (scivolamento della ruota posteriore) e un feeling con la nuova gomma dura che stenta a decollare.

Tuttavia Jorge ha lottato fino fino alla fine cercando di riprendere Rossi, tanto da ridurre il distacco da tre a due secondi (verso metà gara) per poi mollare definitivamente tenendo comunque a bada Marquez.

Marc Marquez appunto, per questa gara ha indossato una volta tanto i panni del pilota calcolatore, su invito del vice-presidente Shuei Nakamoto, il pilota di Cervera ha infatti preferito accontentarsi del podio e di un sicuro terzo posto prezioso in ottica campionato, piuttosto che avventurarsi in un improbabile duello con Lorenzo, autore di un passo decisamente più veloce; la Honda dal canto suo denota ancora problemi di motore e di maneggevolezza, come dimostrano le continue difficoltà di uno spaesato Dani Pedrosa.

Se Honda arranca, Ducati almeno per questo gran premio ha rasentato il disastro, dopo il buon inizio di stagione, la prima tappa europea ha nuovamente rappresentato un muro di incertezze per la casa di Borgo Panigale, che in questa fase del campionato non riesce a sfruttare al meglio le Michelin, come dimostrato dal brutto settimo posto di Iannone e dal ritiro sfortunato un Dovizioso comunque lento.

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