Il malore di Mattia Dall'Aglio, in una sala pesi a fianco della sua piscina
Il malore di Mattia Dall'Aglio, in una sala pesi a fianco della sua piscina. 

Un ragazzo che stava bene e che amava lo sport, era sano, controllato, giovane. Adesso è un vuoto per tutta la sua famiglia. Mancano poche ore all'autopsia successiva alla morte di Mattia Dall'Aglio e il giallo si infittisce. Il nuotatore non è morto a seguito di un tuffo in vasca a Modena. Si trovava in sala pesi, dove resta da stabilire se si stesse allenando o se si stesse riscaldando. Come sempre in questi casi, quando la Procura interroga molte persone, si perde di vista il vero problema: la perdita di una giovane vita e il dolore per nulla consolabile della famiglia. La novità è che l'inchiesta adesso ha un nome e un cognome: omicidio colposo. Si arriverà a qualcosa? E' l'ipotesi più giusta? 

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La morte del giovane nuotatore Mattia Dall’Aglio è totalmente sotto la lente di ingrandimento della Procura che sta indagando per omicidio colposo.

Si trattava di un atleta del nuoto azzurro, anche per questo domani è molto attesa l'autopsia, tanto che la vittima ha partecipato alle Universiadi 2015 in Corea del Sud in rappresentanza dell'Italia.

Ricordiamo che Mattia è stato stroncato da un malore domenica, in una giornata calda di questa calda estate, non dopo un tuffo in piscina mentre si trovava nella sala pesi privata all’interno dell’impianto del Gruppo sportivo dei Vigili del fuoco di Modena come ha confermato l’associazione Amici del Nuoto.

Occorrerà attendere gli esiti dell’autopsia per stabilire le cause di questo decesso.

Il medico legale avrà a disposizione 60 giorni per fornire la propria versione, ma nel frattempo sono state già ascoltate tante persone.

Potrebbe anche essere instaurata una laurea alla memoria di Mattia Dall’Aglio, la scomparsa degli sportivi lascia sempre un grande vuoto.

Mattia, 24 anni, stava facendo pesi quando sarebbe stato colto da infarto.

In seguito a questo grave malore,  il giovane cadendo avrebbe anche battuto la testa.

Il magistrato titolare dell'indagine, Katia Marino, non ha solo disposto l'autopsia e tutti gli esami del caso, ma ha anche fatto acquisire tutta la documentazione inerente l'attività e la salute del giovane Mattia.

Il procuratore capo di Modena, Lucia Musti, ha dichiarato che ci sarebbero "uno o più indagati".

Le altre dichiarazioni: "Quella che viene chiamata palestra in realtà non lo è, perché deve avere autorizzazioni di varia natura e più che una palestra appare una stanza attrezzata alla buona, una stanza attrezzata a sala macchine, priva di docce e aria condizionata, in uso a un numero limitato di persone che a accedevano con una chiave detenuta dal bar. Noi stiamo lavorando su una situazione complessa, dobbiamo accertare una serie di circostanze non solo dal punto di vista autoptico".

Di fronte a tutto questo c'è il dolore del padre, Gianluca Dall’Aglio che racconta il valore del figlio morto mentre si allenava in palestra a Modena: "Presto sarebbe dovuto partire per gli Stati Uniti, era un campione".

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FONTI:

Per il contenuto: Modena più indagati nell'inchiesta sulla morte di Mattia Dall'Aglio, gazzettadimodena.geolocal.it, 8 Agosto 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto dal Direttore Responsabile Mauro Suma

Articolo scritto dal Direttore Responsabile Mauro Suma

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