La tennista australiana tranquillizza tutti da Las Vegas
La tennista britannica tranquillizza tutti da Las Vegas. 

Era al concerto, ha sentito gli spari, ha avuto paura. Laura Robson, tennista britannica che nel 2013 era in ascesa nelle classifiche mondiali e che poi ha dovuto far fronte a gravi infortuni, era davanti al Mandalay Bay di Las Vegas con il suo sorriso e il suo entusiasmo da sportiva innamorata dei grandi eventi. Poi la follia, la sparatoria, le 59 vittime. C'era anche lei fra le persone che gridavano impaurite nel timore di venire colpite a loro volta da questo o quel proiettile. Lo sport non ha perso una sua figura di spicco nella mattanza del Nevada, in una Las Vegas in cui la mano del suicida Stephen Paddock, pensionato di 64 anni, è stata riempita da leggi USA troppo permissive sulla detenzione di armi.

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Nei momenti tremendi in cui Stephen Paddock, statunitense di 64 anni, ha aperto il fuoco sparando nel mucchio sui partecipanti del Route 91 Harvest Festival, erano oltre 40mila le persone presenti.

Tra di loro anche Laura Robson, la ventitreenne tennista britannica, che nel 2013 era la numero 27 del mondo e che attualmente è numero 246 del ranking mondiale WTA.

Laura ha subito pensato di tranquillizzare tutti rispondendo a un tweet di chi le chiedeva come stesse: "Sto bene. Eravamo proprio lì… sembravano dei petardi all’inizio, poi tutti hanno cominciato a correre. Che paura!".

La Robson tra i suoi risultati può vantare una medaglia d'argento vinta alle Olimpiadi 2012 nel doppio misto insieme al connazionale Andy Murray.

L'atleta era a Las Vegas a seguire il festival e aveva postato su Instagram una sua foto prima del concerto.

Ecco perchè un fan le ha scritto su Twitter per avere sue notizie e la tennista gli ha risposto, raccontando gli attimi di terrore appena vissuti.

Intanto il mondo piange il dramma di Las Vegas, su cui ha cercato inutilmente di speculare l'Isis. 

La sparatoria avvenuta durante il concerto al Route 91 Harvest Festival, un festival di musica country, è e resterà la più sconvolgente della storia degli USA, senza precedenti, tale da causare la morte di cinquantanova persone con oltre duecento persone ferite. 

Paddock non era un convertito all'Islam, era un folle che aveva la possibilità di detenere armi, cosa che accade a molti, troppi, negli Stati Uniti.

I cattivi esempi forniti dalle immagini delle tv di tutto il mondo ad ogni attentato e la facilità nell'entrare in possesso di armi da fuoco possono portare a scempi come quello di Las Vegas.

Dopo le tante vittime e gli oltre 500 feriti del concerto, i club calcistici di Barcellona e Real Madrid si sono uniti nel dolore: 1 minuto di silenzio prima dell'allenamento.

Intanto allo Stade de France, gli Oasis ricordano anche gli attentati di Manchester (ad un altro concerto, in quel caso di Ariana Grande) e Londra, mentre sull'attacco a Las Vegas si sono registrate le reazioni social dei giocatori NBA, il campionato professionistico del basket americano.

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FONTI:

Per il contenuto: La tennista Laura Robson sopravvissuta alla strage di Las Vegas, sport.sky.it, 2 Ottobre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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