FED CUP 2013: LE RAGAZZE AZZURRE SERVONO IL POKER by lg85L'Italia del tennis femminile cala il poker e dopo i successi ottenuti nel 2006,2009,2010, compie l'ennesima impresa vincendo la quarta Fed Cup in dieci anni, ai danni della Russia. Ci pensa Sara Errani a regalare il punto decisivo alle azzurre, con un perentorio 6-1 6-1 ai danni della giovane Kleybanova.

I punti precedenti erano stati portati in cascina sempre dalla Errani e, il più sofferto, da Roberta Vinci, protagonista di un match epico condizionato da un fastidioso torcicollo e conclusosi con il punteggio di 5-7, 7-5, 8-6 ai danni della Panova.

E' Cagliari la cornice in cui si svolge la finale di Fed Cup fra Italia e Russia ed è proprio il match fra Roberta Vinci e Alexandra Panova ad aprire le danze fra le due nazionali. Nonostante i pronostici favorissero l'italiana, è stata proprio la russa ad andare più vicina alla vittoria finale, avendo a disposizione sulla propria racchetta ben quattro match point nei primi due set.

Il primo set è volato via con le due giocatrici che si sono alternate al comando. Sul 4-2 Vinci sembrava che tutto andasse come previsto poi, complice un black out della tarantina e il ritorno di un fastidioso torcicollo già accusato nei giorni precedenti, la russa si è portata sul 6-5 chiudendo poi il game decisivo senza concedere nemmeno un quindici a Roberta.

Al termine del primo scontro la Vinci chiede l'intervento del massaggiatore che cerca di alleviare il dolore nella zona indolenzita ma, una volta iniziato il secondo set le cose non sembrano cambiare. Panova si porta subito avanti di un break e sul 5-2 il destino della Vinci sembra segnato.

Ma Roberta non si arrende e, sospinta dal calore del pubblico, dai consigli del C.t. Barazzutti e dal tifo scatenato che Pennetta e Schiavone (non convocata dal Capitano ma comunque presente a sostenere le amiche) iniziano a fare proprio dietro il suo angolo, annulla 3 match point e comincia la rimonta vincendo 7-5 il secondo set e regalandosi un terzo e decisivo scontro tutto da lottare.

Ed è di nuovo contrassegnata dalla rimonta la splendida gara di Roberta. Sotto 5-3 riesce a fare suo il nono game e nel successivo, dopo quasi tre ore di gioco, riesce a strappare il servizio alla russa, annullando l'ennesimo match point, pareggiando il conto sul 5-5. Non esistendo la regola del tie-break in Fed Cup, dopo il 6-6 si procede ad oltranza ed è proprio la trentenne italiana a vincere il tredicesimo game e a portarsi sul 7-6.

Entrambe le atlete sono allo stremo delle forze e necessitano dell'intervento del massaggiatore. Terminate le terapie Roberta da fondo a tutto il suo repertorio e riesce a strappare il servizio alla Panova, chiudendo così un match pesantissimo e finendo in lacrime sulle spalle di Barazzutti.

Più facile il doppio impegno di Sara Errani che porta il secondo e terzo punto per l'Italia, consentendo così alle azzurre di laurearsi nuovamente campionesse. Il primo match è contro Irina Khromacheva, 18 anni originaria di Mosca, ed è poco più di una formalità. La giovane moscovita appare in difficoltà sin dalle prime battute, permettendo alla ventiseienne bolognese di scappare sul 5-0 e di chiudere poi agevolmente la prima frazione sul 6-1.

Nel secondo set Sara registra un calo di attenzione e la russa ne approfitta subito portandosi, grazie ad un break, sul 4-2. La Errani però non molla e, conscia della sua superiorità, alza subito il ritmo delle giocate pareggiando i conti sul 4-4. Il nono e decimo game sono una sontuosa prova di forza della tennista bolognese che colpisce l'inesperta rivale affidandosi spesso al suo letale rovescio, chiudendo il match sul 6-4.

Alla Errani bastano 24 ore di riposo per presentarsi nuovamente sulla terra battuta cagliaritana per sfidare la Kleybanova e regalare all'Italia il punto decisivo. Se contro la Khromacheva si è trattato di una formalità, contro la ventiquattrenne originaria di Mosca siamo davanti ad una vera e propria lezione.

Il match non inizia praticamente mai, con Sara che sin dalla prima palla domina in tutti i fondamentali la sua rivale. Il punteggio finale è li a testimoniare questo dominio: un doppio 6-1 maturato in meno di un'ora di gioco.

Questa vittoria meritata è il giusto coronamento di un ciclo che si era aperto nel 2006 contro il Belgio e che ha testimoniato, nel corso degli anni, la qualità assoluta del tennis femminile nostrano.

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